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Ultimo aggiornamento 22 giorni fa

Comune di Tramonti

Tu sei qui: Conosci la cittàDicono di noiArticolo de "IL MATTINO" del 4/06/2011

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Articolo de "IL MATTINO" del 4/06/2011

Scritto da rossano, giovedì 3 dicembre 2015 12:24:04

Ultimo aggiornamento giovedì 3 dicembre 2015 12:25:26

Un vino unico dalle viti più vecchie del mondo

TRAMONTI. Vivono qui le viti più vecchie del mondo. Si tratta di quelle autoctone del Tintore, una varietà di uve che si trova solo in queste terre. <<Questo vino non ha cugini, né fratelli, né sosia>>. Così Vincenzo Savino, assessore alla cultura e alla promozione del territorio, presenta il nettare tipico del piccolo centro costiero. Il vento di tramontana che soffia sui terrazzamenti che si affacciano sulla Costiera Amalfitana, l'influenza dunque del mare, unita all'altezza della montagna, ha dato vita a queste viti inimitabili. Le sue piante sono pluricentenarie, raggiungono anche i 400 anni, e i fusti hanno un diametro di mezzo metro: dei veri giganti. La cosa non è destinata a passare inosservata, il prossimo obiettivo del comune è di censire tutte le viti di Tintore per sfidare le altre d'Italia nel guinness dei primati. I grappoli sono spargoli a bacca nera, con pochi acini e di diverse dimensioni. Questo nettare è il risultato di un gruppo di varietà di uve , prodotte in purezza, che seppur diverse per i caratteri morfologici, donano una intensa corporatura al vino.

All'anno si producono appena 150.000 bottiglie e i viticoltori sono appena quattro. Una terra segnata dagli umori del Vesuvio che ha contribuito a salvaguardare questi vigneti dai distruttivi attacchi della filossera avvenuti alla fine del 1800. La distruzione delle piante quasi in tutta Europa, costrinse ad utilizzare il piede di vite americana perché non attaccabile da questo parassita, sul quale si innestarono viti europee, prevalentemente francesi.

Le varietà coltivate, autoctone e a piede franco, sono Ginestra, Bianca tenera, Pepella, Piedirosso, Scotola (Moscio), Palombino, Tintorino e lo straordinario esclusivo Tintore. Il sistema di coltivazione è ancora quello etrusco a raggiera atipica con il fusto centrale e i pali di castagno intorno che sostengono i tralci di vite. La raccolta è di pochissima uva per ettaro, da 25 a 50 quintali.

Un valore da proteggere, di cui tutti a Tramonti sono consapevoli. <<Nel '95 ci siamo battuti per entrare nel Doc Costa D'Amalfi - sottolinea Savino - da poco abbiamo ricevuto anche il riconoscimento dalla Regione Campania >>. Il vino ottenuto, un rosso di notevole corpo e profumi, viene maturato in legno e merita importanti invecchiamenti. Giuseppe Apicella, Gaetano Bove, Luigi Reale e Alfonso Arpino (impegnato in produzione biologica ) sono i vignaioli che col loro difficile lavoro hanno ridato vita e valore a questo vino, carta d'identità della sua comunità.

<< Il mio sogno - continua - è di scrivere sul cartello di Tramonti, oltre all'appendice patria delle pizza, del fior di latte e del castagno anche quella del vino Tintore>>.

Sabino Russo